Il dialogo tra Corti a 70 anni dalla firma della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”

Il dialogo tra Corti a 70 anni dalla firma della Convenzione europea dei diritti dell’uomo

Centro Formazione Medichini, 16 gennaio 2020,    

Piazzale Clodio, 26/A,  ore 17:30

Interverranno:

Interverranno: 

 

* * *

Programma:

 

Programma:

 

L’incontro intende stimolare una breve riflessione sul dialogo tra Corte europea dei diritti dell’uomo e giudici nazionali in vista del 70° anniversario dell’adozione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

 

L’incidenza che l’interpretazione della CEDU ha avuto, e continua ad avere, nel diritto interno non può prescindere da un previo inquadramento del rango ed dell’efficacia delle disposizioni CEDU nell’ordinamento nazionale, alla luce degli importanti dettami forniti dalla Corte costituzionale.

Seguiranno, poi, gli interventi dedicati ad alcune aree tematiche selezionate dai relatori.

 

In primo luogo, la crisi economica e finanziaria che ha recentemente interessato i mercati internazionali ha comportato una sostanziale revisione dei tradizionali modelli di welfare state, con gli Stati nazionali impegnati in una complessa opera di revisione delle sue spese correnti, con conseguente impatto sugli strumenti di sostegno e tutela dei diritti sociali. In un simile quadro, la giurisprudenza della Corte EDU sta svolgendo un’opera rilevantissima di revisione dei capisaldi strutturali della Convenzione, nell’ottica di una più ampia, effettiva e generalizzata applicazione delle garanzie sociali. Si registra, dunque, una tendenza divergente tra scelte del legislatore interno ed interpretazione evolutiva dei giudici di Strasburgo, con impatto di assoluto rilievo per il funzionamento dell’ordinamento nazionale. L’analisi dei più recenti arresti in materia di diritto antidiscriminatorio, di prestazioni previdenziali e/o assistenziali, di controlli a distanza sulla prestazione lavorativa, di licenziamento etc. dimostrano che dimostrano la crescente importanza, per interpreti ed operatori del settore, di guardare all’opera interpretativa della Corte per l’affermazione dei diritti di tipo sociale.

 

In secondo luogo, l’attuale e mai sopito dibattito della c.d. “sorte dei fratelli minori”, in chiave processual-penalistica, sposterà l’attenzione su un altro importante ambito che ha interessato i canali di dialogo (oggi in discussione) tra Corte EDU e Corte di Cassazione, al fine di delineare i possibili scenari futuri alla luce del panorama giurisprudenziale attuale. Si fa riferimento, in particolare, alle violazioni delle garanzie penali accertate dalla Corte di Strasburgo da parte dello Stato Italiano e alle loro implicazioni nei confronti dei soggetti condannati che si trovano nelle medesime situazioni rispetto al ricorrente vittorioso.

 

Si procederà, poi, a comprendere i punti di contatto tra diritto amministrativo e CEDU, con un particolare focus su alcuni dei principali istituti interessati dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo.

 

In conclusione, si analizzerà il meccanismo di esecuzione delle decisioni della Corte di Strasburgo, anche alla luce delle più recenti statistiche , secondo quanto previsto dagli articoli 41 e 46 della Convenzione stessa).

 

Seguirà, al termine, una breve presentazione del volume “Le ricadute pratiche della CEDU nel diritto italiano – Prefazione di Massimo Siclari“.

 

 

 


Login

Registrati al sito