Fine pena mai, più

Fine pena mai, più.
Il fenomeno associativo mafioso rappresenta una delle tematiche più dibattute negli ordinamenti giuridici europei a causa delle sue diverse implicazioni, tanto sul piano sanzionatorio quanto su quello sociale.
L’azione propulsiva del legislatore antimafia si è spesso scontrata con un difficile bilanciamento tra diritti fondamentali. Da un lato il regime speciale per i delitti mafiosi a tutela dell’ordine pubblico, difesa e sicurezza della collettività, dall’altro il principio di rieducazione.
Nonostante la pena perpetua si sia affermata come degna sostituta della pena capitale, il trionfo planetario dei diritti umani ha superato il carattere immodificabile della sanzione “a vita”.
Ad esser messa in discussione non è solo la sentenza di “fine pena mai” ma anche l’equivalenza “collaborazione – beneficio” fondata sull’assunto che dal giuramento mafioso ci si possa svincolare solo attraverso il contributo fornito alla Giustizia o, in alternativa, con la morte. All’esito di questo dialogo multilivello tra Corti nazionali e sovranazionali si è giunti alla conclusione che siamo in presenza di un nuovo diritto per il detenuto: la speranza.

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