Granelli di sabbia e percorsi della memoria

La Poesia non è la rima. Non quella baciata o alternata. Non è il verso che “crea e che non suona” come affermò Foscolo nelle Grazie. La Poesia è il canto dell’anima e poeta è colui che ruba il mondo con l’ali della fantasia.
In questo siamo tutti “ladri” e creatori perché poeta, appunto, nel suo etimo significa questo. Chi di noi, non ha, sia pure inavvertitamente descritto con inusitate parole il sorgere del sole, il canto degli uccelli, il fragore del mare o il rumore del vento?
Il Carducci nelle “Rime Nuove” definì il poeta un
“Grande artiere”, quasi un fabbro che modella la rude materia.
Poeta si nasce. L’ispirazione viene dal Signore.
Ma senza scomodare i “Grandi” ai quali soltanto è dato di raggiungere le più alte cime della Poesia, mi consento di affermare che

Poeta è colui che dipinge
con il verso, che motteggia

con la rima, che sospira
con il cuore, si allontana

con la mente, trovando
angusti i terreni spazi

invade quelli della fantasia,
e l’anima rende più leggera.

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