Il riciclaggio e i reati affini

Il contrasto del riciclaggio ha fatto il suo ingresso nella legislazione penale nel 1978, ma solo dal 1990 data la previsione del reimpiego dei proventi illeciti in attività economiche e finanziarie, a dimostrazione della originaria scarsa consapevolezza politica del fenomeno, che peraltro in epoca più recente ha assunto forme sempre più sofisticate e pervasive. Infatti, l’occultamento della ricchezza criminale e la sua reimmissione nel mercato costituisce uno dei fattori più destabilizzanti di una sana economia, compromette gravemente la concorrenza e favorisce la corruzione, oltre a irrobustire ulteriormente i gruppi delinquenziali da cui proviene. Ciò nonostante, non mancano i problemi interpretativi che suscita l’attuale stesura delle disposizioni incriminatrici, per esempio quanto ad applicabilità ai reati fiscali come reati presupposto. Un importante salto di qualità, pur con le imperfezioni tecniche di formulazione, è dato dalla introduzione del delitto di autoriciclaggio, varato con la legge n. 186/2014. L’opera si offre allora come un utile strumento di disamina agile, ma approfondita, della giurisprudenza e della dottrina in materia, non dimenticando una incursione illustrativa delle disposizioni penali contenute nel d.lgs. n. 231/2007.

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