La protezione degli interessi finanziari dell’Unione Europea

L’opera analizza lo sviluppo della normativa europea per la protezione degli interessi finanziari dell’Unione, una materia che riguarda sia il diritto penale che il diritto extrapenale, di particolare interesse perché in essa, più che in altre, si è finora sviluppato il concetto di Unione Europea come “area comune di giustizia”
Dopo una analisi della definizione della nozione di “interessi finanziari dell’Unione Europea”, ed un cenno alla composizione del bilancio dell’Unione, l’opera si divide in due parti: nella prima viene esaminata la normativa extrapenale dell’Unione Europea per proteggere il proprio bilancio, nella seconda la normativa penale.
Sotto il primo profilo, si sottolineano gli strumenti di indagine che prima la Comunità e poi l’Unione avevano messo in campo per permettere di ravvisare le irregolarità nella gestione dei fondi europei o nella riscossione delle entrate, quali i c.d. “controlli sul posto” e la nascita di un vero e proprio ufficio investigativo, sebbene a livello amministrativo, quale è l’OLAF. Si analizza poi il quadro legale dell’OLAF e la sua potenzialità nella circolazione della prova all’Interno dell’Unione.
Sotto il secondo aspetto, si illustra la nascita e lo sviluppo del diritto penale europeo, di cui quello per la lotta alla frode è componente essenziale, ripercorrendo le principali tappe di questo percorso, dalla Convenzione PIF e protocolli del 1995-1997 al Corpus Iuris, al ruolo decisivo della Corte di Giustizia, per finire con gli sviluppi più recenti, dopo il Trattato di Lisbona e nel nuovo quadro normativo da esso delineato: il ruolo degli artt. 82, 83 e 325 TFUE, la direttiva PIF, il regolamento sulla Procura Europea, con un accenno al notissimo “caso Taricco”.

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