La risoluzione del contratto

La risoluzione del contratto è un istituto di natura rimediale, previsto dall’Ordinamento giuridico per il governo di talune criticità relative al momento esecutivo del contratto, che abbiano a manifestarsi nel quadro della concreta esecuzione del vincolo obbligatorio, inficiando il dispiegarsi del rapporto contrattuale nei termini preventivati dalle parti.
L’operatività della fattispecie risolutoria sottende una inefficacia sopravvenuta del contratto, dovuta alla compromissione del relativo profilo funzionale, per l’effetto di circostanze successive alla stipula dell’intesa contrattuale: l’inadempimento, l’impossibilità sopravvenuta di una delle due prestazioni o l’eccessiva onerosità che viene a caratterizzare l’esecuzione di una prestazione.
A fronte di un assetto contrattuale non rispondente agli originari intendimenti dei contraenti, la risoluzione consente lo scioglimento del vincolo tra essi insorto.
Il Codice civile, agli artt. 1453 s.s., reca un’articolata disciplina del rimedio risolutorio, in ragione dei peculiari profili che ciascuna delle tipologie di risoluzione ivi contemplate è deputata ad attenzionar

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