Le unioni civili

Dopo un lungo e tortuoso percorso si è arrivati all’approvazione della legge sulle unioni civili (L. n. 76/2016) con 372 sì e 51 no. Il testo originario della c.d. legge Cirinnà, ddl. 2081(Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze), ha subito alcune modiche, infatti, è stato privato della parte riguardante la stepchild adoption, cioè quella relativa all’adozione dei figli del partner all’interno della coppia omosessuale.

La novella è costituita da un unico articolo che detta due differenti discipline: le unioni civili tra persone dello stesso sesso (dal comma 1 al comma 35 dell’art.1), e le convivenze di fatto eterosessuale o omosessuale prive di vincoli giuridici (dal comma 36 al comma 67 dell’art.1).

L’unione civile viene introdotta nel nostro ordinamento come specifica formazione sociale, richiamata nell’articolo 2 della Costituzione. La disciplina di tale istituto è stata modellata su quella del matrimonio con espresso riferimento alle norme del codice civile, come avviene per il regime patrimoniale, per gli ordini di protezione contro gli abusi familiari, per l’amministrazione di sostegno, per i profili successori.

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