Prove nuove in appello e “distribuzione dei poteri di governo del giudizio amministrativo”

Questo contributo si sofferma sulla lettura applicativa delle preclusioni probatorie di cui all’ art. 104 cpa.. Si prospetta una riedizione in appello del giusto contemperamento del principio dispositivo con il metodo acquisitivo, sì da evitare che il fatto entrato nel giudizio amministrativo riesca in una verità processuale contratta. L’analisi della disponibilità della prova e dei poteri di integrazione necessaria del giudice, da distribuire (e sancire) in prime e seconde cure, viene condotta con un termine di scopo: il rimedio di tutela e la sua cadenza istruttoria, devono rispondere al bisogno differenziato di garanzia che segna il tempo processuale amministrativo, nei risoluti conflitti di interesse. L’argomentare dell’autore, nel declinare di riflessi teorici e pratici, muove da una indagine comparativa con la misura del divieto dei nova nel giudizio civile, sottolineandone la differenza qualitativa anche grazie alle ampie notazioni dottrinali e giurisprudenziali riportate.

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