Rapporto privacy 2021

Nel contesto “privacy”, anche il 2021 è stato caratterizzato dagli impatti della pandemia da Covid-19, come per l’uso del certificato verde vaccinale. In tale ambito, si è registrata una più ampia gestione dei dati sulla salute sui luoghi di lavoro.
Lo smart working, diffusosi per le limitazioni anti-contagio, ha posto il problema della generale inadeguatezza del contesto domestico rispetto a quello aziendale in tema di cybersecurity; di conseguenza, la necessità di innalzare il livello di monitoraggio delle attività svolte, nel rispetto delle norme sui divieti di controllo a distanza e di indagini sulle opinioni dei lavoratori, sanciti dallo Statuto.
L’uso diffuso di algoritmi e dell’intelligenza artificiale nonché l’esigenza di sfruttamento economico del valore delle informazioni, rappresentano una sfida nella ricerca del bilanciamento tra opportunità di sviluppo e tutela dei diritti, come esemplificato dalla strategia “per mantenere l’UE all’avanguardia dell’economia basata sui dati”. Anche sotto questo profilo, l’equilibrio tra economia e diritti ha richiesto continui aggiustamenti. L’uso dei dati a fini di marketing è oramai il crocevia tra privacy, consumo e concorrenza.

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