Società a partecipazione pubblica

Le società a partecipazione pubblica costituiscono un argomento di particolare delicatezza, in quanto involgono il rapporto tra pubblico e privato, quindi tra Stato e mercato.
L’evoluzione dell’intervento dello Stato o comunque di enti pubblici nell’economia ha comportato nel corso del tempo l’emergere della preferenza per la forma societaria, dando luogo al fenomeno di quelle che sono comunemente chiamate società pubbliche.
Storicamente il fenomeno è legato a tre principali fattori: l’affermarsi dello Stato imprenditore soprattutto a partire dagli anni Trenta del secolo scorso, la privatizzazione formale di enti pubblici e l’esternalizzazione di attività che tradizionalmente erano affidate ad apparati della pubblica amministrazione.
La necessità di raccordare la scelta politica dello Stato di intervenire nell’economia ed il principio di libera concorrenza sancito dall’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (ex art. 81 del Trattato di Roma istitutivo della Comunità Europea) ha comportato vari interventi dell’Unione Europea, sia tramite l’adozione di Direttive, sia attraverso l’emissione di sentenze da parte della Corte di Giustizia.
Da ultimo il legislatore nazionale è intervenuto con l’emanazione del D.Lgs. 175/2016, c.d. Testo Unico in materia di Società a Partecipazione pubblica, che ha tentato di riordinare il settore alla luce degli insegnamenti dell’Unione Europea. In parte il legislatore vi è senz’altro riuscito, permangono tuttavia ancora alcuni coni d’ombra legati al mancato raccordo con la disciplina civilistica e processual civilistica.

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